Lago di Garda : SOS palme – La Paysandisia archon (Burmeister, 1880), detta volgarmente “Castnide delle palme” è un lepidottero di origine sudamericana, introdotto nel 2001 in Europa. In Italia è stata segnalata nel 2002, i primi esemplari sono stati individuati sul lungomare di Salerno. Nel 2003 è stata osservata nelle Marche (in provincia di Ascoli Piceno) e nel 2004 in Toscana. Oggi è presente anche in Emilia Romagna, Sicilia, Puglia, Basilicata, Lazio, Veneto, Liguria, Friuli Venezia-Giulia e Lombardia.
L’areale d’origine della Paysandisia archon è il Sudamerica, (Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile), dove vive su palme spontanee senza creare danni economici. In Europa la specie è stata introdotta attraverso il commercio di piante infestate diffondendosi nelle fasce costiere della zona meridionale, (Grecia, Italia, Slovenia e Francia) che coincidono con l’areale di distribuzione delle palme. La specie è stata segnalata anche in Svizzera, Repubblica Ceca, Germania e Olanda.
Lago di Garda : SOS palme – SINTOMI DIFFUSIONE
La presenza di Paysandisia in Lombardia risale al 2010, in seguito all’individuazione di danni su palme nel Comune di Toscolano Maderno (Brescia) ad opera del personale del servizio fitosanitario regionale in collaborazione con un lavoro di tesi di laurea riguardante la diffusione dell’insetto nel perimetro del lago di Garda (Università di Padova e Regione Veneto), si è poi diffuso su tutta la costa lombarda dellago di Garda.
Le piante più sensibili sembrano ad oggi in Lombardia la palma cinese (Trachycarpus fortunei), la palma delle Canarie (Phoenix canariensis), la Washingthonia e la palma nana (Chamaerops humilis).
Sono da considerarsi sensibili anche le specie appartenenti ai seguenti generi: Phoenix (tra cui la palma da dattero P. dactylifera), Trithrinax, Butia, Livistona, Latania, Sabal, Brahea, Jubaea, Syagrus. La specie compie una generazione all’anno. Gli adulti sono diurni e possono essere osservati da maggio a novembre, con picchi di presenza tra giugno e luglio.
Sono facilmente riconoscibile grazie alle loro dimensioni (apertura alare da 70 a 110 mm) e per la loro particolare colorazione; presentano corpo e ali anteriori di colore marrone olivastro con una sfumatura longitudinale più scura, mentre le ali posteriori sono di colore rosso con caratteristiche macchie nere e bianche. Le larve, lunghe fino a 80 mm a maturità, di aspetto tozzo sono di colore bianco crema con il capo parzialmente immerso nel protorace. Al termine dello stadio larvale l’insetto si porta all’esterno dello stipite, costruisce un caratteristico bozzolo con fibre di palma legate da fili sericei che facilmente si mimetizza sulla parte esterna dello stipite.
Lo stadio larvale è quello più dannoso; infatti esse si nutrono all’interno della palma, nello stipite, provocando il caratteristico “ricamo” sulle nuove foglie; indebolendo sempre più le palme fino a causarne la morte nel caso in cui venga danneggiato il meristema apicale dello stipite o vi è l’ingresso di agenti secondari come funghi endofiti dalle ferite dall’insetto.
Le palme attaccate presentano un aspetto disordinato dovuto alle foglie ripiegate, spezzate e mancanti; avvicinandosi e osservando con attenzione le foglie in controluce si evidenziano dei fori e talvolta si possono osservare le rosure fuoriuscire dal fusto, soprattutto in cima, dovute all’attività trofica delle larve.
Lago di Garda : SOS palme. PREVENZIONE E DIFESA
La Paysandisia è un organismo nocivo da quarantena inserito nell’Allegato II Parte A Sezione II del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 214 (Organismi nocivi di cui deve essere vietata l’introduzione e la diffusione in tutti gli Stati membri se presenti su determinati vegetali o prodotti vegetali di cui sia nota la presenza sul territorio comunitario e che rivestono importanza per tutta la Comunità), ma per il quale non è prevista la lotta obbligatoria. La presenza dell’insetto sulle piante ad uso ornamentale non comporta, per i proprietari, l’adozione di misure fitosanitarie obbligatorie quali l’obbligo di estirpo delle piante infette oppure trattamenti fitosanitari obbligatori. Tuttavia gli interventi di controllo sono consigliabili per evitare la morte delle piante colpite e la diffusione dell’insetto sugli esemplari ancora indenni.
L’insetto riveste particolare importanza per il mondo vivaistico, in quanto la produzione e il commercio di piante ospiti devono essere assoggettati al controllo obbligatorio da parte del servizio fitosanitario e devono soddisfare i requisiti previsti dall’Allegato IV parte A Sezione I del D.lgs.214/2005. In vivaio non devono essere osservata la presenza dell’insetto e devono essere attuate da parte del vivaista tutte le misure per impedire l’infestazione delle piante tra cui i trattamenti obbligatori o la copertura fisica totale qualora il sito di produzione si trovi all’interno di un’area focolaio per la presenza dell’insetto.
Il Servizio Fitosanitario Regionale effettua ogni anno azioni di monitoraggio presso le aziende florovivaistiche, dove la sanità delle palme è requisito fondamentale per la loro commercializzazione.
Per poter essere commercializzate all’interno dell’U.E. le palme sensibili aventi un diametro >5 cm misurato alla base del fusto (studi scientifici hanno dimostrato che nelle piante con diametro del fusto < di 5 cm. l’insetto non riesce a svilupparsi) devono essere accompagnate dal passaporto delle piante CE che può essere rilasciato qualora siano soddisfatti i requisiti di cui all’Allegato IV parte A Sezione I del D.lgs.214/2005:
a) sono state coltivate per tutto il loro ciclo di vita in una zona riconosciuto ufficialmente indenne da Paysandisia archon conformemente alle norme internazionali per le misure fitosanitarie;
oppure b) durante un periodo di almeno due anni prima dello spostamento sono state coltivate in un luogo di produzione: -registrato e sorvegliato dall’organismo ufficiale responsabile dello Stato membro di origine (servizio fitosanitario),
-in cui i vegetali erano collocati in un sito soggetto a protezione fisica totalevolta a impedire l’introduzione della Paysandisia archon o soggetto all’applicazione di trattamenti preventivi adeguati, e
-in cui non è stato osservato alcun indizio della presenza della Paysandisia archon nel corso delle tre ispezioni ufficiali annuali effettuate a intervalli opportuni dal servizio fitosanitario regionale.
Nel caso si riscontri la presenza dell’insetto all’interno del vivaio il servizio fitosanitario ha l’obbligo di disporre le seguenti misure ufficiali:
-divieto di commercializzazione per almeno due anni dall’ultimo accertamento dell’infestazione;
-obbligo di eseguire trattamenti mirati all’eliminazione dell’insetto.
Alcuni Paesi dell’U.E. quali Irlanda, Regno Unito e Repubblica di Malta, dove l’insetto non è ancora stato riscontrato, risultano quindi zone indenni, per preservarle dalle infestazioni a seguito dell’introduzione di piante potenzialmente infette sono considerate Zone Protette. In questi Paesi è possibile la commercializzazione delle palme solo se scortate dal passaporto ZP, che attesta che le piante sono state prodotte in una Zona Protetta, riconosciuta dall’U.E.
Nel caso di introduzione di vegetali di palme da paesi terzi devono essere rispettati i requisiti particolari previsti nell’allegato IV Parte A sezione II del D.lgs.214/2005. Sono vietate le introduzioni di vegetali di Phoenix spp da Algeria e Marocco a norma dell’allegato III Parte A del D.lgs.214/2005.
L’individuazione degli attacchi ed il controllo di questo lepidottero risultano difficoltosi in quanto le larve conducono vita endogena e non possono essere raggiunte facilmente all’interno dello stipite e dei rachidi fogliari. Pertanto, al fine di limitare la diffusione del fitofago, di fondamentale importanza risulta l’adozione di misure preventive, tra cui l’accurato controllo del materiale vegetale commercializzato, in particolare di quello di provenienza da areali a rischio, come prevede la normativa.
Da parte dei proprietari di palme è importante l’osservazione attenta e costante, supportata eventualmente da personale tecnico, che può permettere la tempestiva individuazione di piante con sintomi iniziali di attacco.
Si consiglia, a livello preventivo, di mantenere costantemente monitorate le palme, attraverso controlli visivi e potature periodiche, pulizia, allontanamento e distruzione delle parti secche o delle guaine fogliari ingiallite e non più funzionali; mantenendo la pianta sana essa reagirà più efficacemente ad un eventuale attacco. Buoni risultati si sono ottenuti con applicazioni di nematodi entomopatogeni del genere Steinernema spp., da distribuire durante i periodi primaverili ed autunnali mediante abbondante bagnatura da effettuarsi nelle ore più fresche. I nematodi, se ben utilizzati, risultano avere un’ottima efficacia nel controllo dell’insetto, in quanto sono in grado di raggiungere le larve anche in profondità. Tuttavia, essendo organismi vivi, hanno alcuni problemi di applicazione: i nematodi al momento del trattamento devono essere vivi, il trattamento deve essere fatto a bassa pressione e, in particolare, devono essere applicati in condizioni ottimali per la loro sopravvivenza.
Infine è molto importante distruggere le palme irrimediabilmente compromesse per non alimentare il focolaio d’infezione.




